#bastamortiinstrada

Mercoledì, 27 gennaio 2016 si è svolto a Torino un presidio per chiedere azioni immediate e concrete per la sicurezza delle strade. Di seguito il Comunicato Stampa di FIAB Torino.  

L'obiettivo del presidio, lanciato da associazioni e ciclisti torinesi, non è di soffermarsi sui singoli casi, ma di andare oltre e di chiedere responsabilità, azioni e strategie concrete da parte dell'Amministrazione per migliorare la mobilità ciclistica della nostra città.

Ma come abbiamo già visto in occasione dell'emergenza inquinamento, anche sulla sicurezza stradale la strategia dell'Amministrazione pare essere quella di negare l'evidenza. Tant'è che dopo questo drammatico fine settimana che ha visto la morte di due persone in bicicletta, né il Sindaco né gli assessori hanno sentito la necessità di rilasciare dichiarazioni.

Solo il Comandante dei Vigili, minimizzando la situazione, si è appellato alla responsabilità dei soggetti più fragili proponendo la realizzazione di un vademecum per i ciclisti indisciplinati, dimenticando però gli automobilisti, che rappresentano più della metà degli spostamenti in città. 

Non servono vademecum e regole di comportamento per i ciclisti, esistono già, così come esiste il Codice della strada. Prima di sprecare altri soldi per inventarsi fantasiose soluzioni, si dovrebbe operare per rendere effettive le promesse e operativi i documenti programmatici esistenti, in primis Pums e Bici Plan, con cui la Città di Torino si è impegnata nel 2013 a raggiungere almeno il 15% di spostamenti in bici nel proprio territorio entro dieci anni.

Ma il Bici Plan rischia di rimanere lettera morta. Nonostante il piano sia infatti corredato di indicatori precisi e misurabili, a distanza di quasi tre anni dalla sua approvazione non è possibile sapere se il numero di ciclisti sia cresciuto e in che percentuale, non si sa se sia aumentata la sicurezza, anche se i recenti fatti sembrano dire il contrario; manca un piano dei lavori che dica cosa e quando verrà fatto per completare il progetto complessivo entro il 2023, orizzonte temporale del piano.

E ancor più inaccettabile manca una copertura economica per l'intero piano: dov'è finito il 15% di introiti da multe?

Ma servono soprattutto interventi urbanistici coerenti: la prevenzione, unica azione efficace, passa da un completo ripensamento dello spazio pubblico, di cui le strade fanno parte.

Tuttavia, le pedonalizzazioni promesse dal sindaco Piero Fassino nel suo programma elettorale sono rimaste lettera morta, le zone 30, richieste dal Consiglio Comunale con un ordine del giorno approvato a grande maggioranza, non hanno mai visto la luce. Del Pums (Piano urbano della mobilità sostenibile), che avrebbe dovuto garantire il diritto a chiunque di muoversi in modo sostenibile, non si sa più nulla.

Inoltre, la grande maggioranza degli interventi effettuati dall'approvazione del Bici Plan e di quelli previsti, non rispetta le regole di sicurezza, continuità e riconoscibilità delle realizzazioni. 

Siamo lontani anni luce dell'applicazione di "una più equa ripartizione degli spazi che preveda, come da esperienze europee, 1/3 ad uso motorizzato, 1/3 al trasporto pubblico locale, 1/3 ad uso ciclabile e pedonale;" (Biciplan, pag. 21), che sola può garantire una mobilità sicura.

Insomma, si è fatto poco e si è fatto male. Ma se l'Amministrazione non affronta seriamente le sfide che essa stessa si è data, è impossibile immaginare che avvenga un cambiamento.

Chiediamo al Sindaco che le tante parole e promesse diventino finalmente realtà, che gli impegni assunti con l'approvazione di documenti vincolanti vengano rispettati.

I cittadini non hanno più voglia di aver paura per sé e per i propri figli. Non si può più accettare che le persone muoiano perché hanno scelto di spostarsi in modo più responsabile, economico ed efficace.

Chiediamo un impegno comune a tutti i cittadini: #bastamortinstrada

I firmatari

  • Associazione LAQUP
  • Donne per la difesa della società civile
  • Legambiente Metropolitano
  • Legambiente Molecola
  • FIAB Chieri - Muoviti Chieri
  • FIAB Torino - Bici e dintorni
  • FIAB Torino - Bike Pride
  • FIAB Nichelino - AmicinBici-bik&motion

Il Coordinamento FIAB di Piemonte, Liguria e Valle d'Aosta aderisce al comunicato e al presidio per chiedere azioni immediate e concrete per la sicurezza delle strade.

Il Ciclista Illuminato