Mobilità su due ruote in Toscana: indagine ARPAT con i presidenti delle associazioni FIAB

Lo stato dell'arte su infrastrutture dedicate, le azioni di sviluppo alla mobilità ciclistica quotidiana nelle varie province toscane, un riscontro sulle nuove tipologie di corsie ciclabili introdotte con il decreto rilancio 2020, gli incentivi economici per l'acquisto di nuove bici, la visione sul futuro della mobilità a pedalata assistita e una riflessione sulla condivisione delle strade.

Sono questi i temi dell'indagine sulla mobilità in biciletta promossa da ARPA Toscana, sui quali sono stati chiamati a rispondere i presidenti delle associazioni FIAB delle province toscane. I risultati dell'indagine, trattate dalla dott.ssa Stefania Calleri sotto forma d'intervista, sono state pubblicate sulla newsletter ARPATNEWS

Dopo Arezzo, Firenze, Prato e Siena, ultima intervista in ordine di tempo, è quella al presidente di FIAB Grosseto Ciclabile Angelo Fedi; ecco una sintesi:

Come valuta la rete di piste ciclabili presenti nella provincia di Grosseto? Sono in grado di soddisfare la richiesta di mobilità su due ruote nel territorio?

Grosseto è la provincia più vasta della nostra regione con 28 comuni di cui sette, tra i quali alcune frazioni del capoluogo di Provincia, che si affacciano sul mare. La bicicletta, quindi, rappresenta da sempre uno strumento molto utilizzato per gli spostamenti quotidiani soprattutto in estate e nella stagione balneare. Le città direttamente sul mare come Follonica e Castiglione della Pescaia hanno raggiunto un discreto livello di ciclabilità urbana, con infrastrutture in continua evoluzione proprio con l'intento di completare quella "rete" ciclabile indispensabile per garantire un vero salto di qualità, nella ripartizione modale del traffico urbano, a favore della bicicletta. Una condizione simile si ritrova anche nel comune capoluogo, dove è solo dal 2011 che si programma con l'ottica di "rete", tanto che il Piano Urbano della Mobilità Sostenibile (PUMS) recentemente approvato, ha evidenziato la fragilità della rete ciclistica cittadina, ancora troppo debole e incompleta per poter essere definita funzionale e sicura. Continua a leggere l'intervista su ARTPATNEWS. 

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