Gocce di Maremma - Follonica e Massa Marittima

Gocce di Maremma - giorno 4 (Follonica – Massa Marittima)

Dettagli sull’itinerario

Il quarto e ultimo giorno, “Gocce di Maremma” ci porta alla scoperta di opere idrauliche e istallazioni che hanno a che fare con la regimazione delle acque e l’utilizzo della risorsa idrica come volano dello sviluppo sociale ed economico di una comunità.

Da una parte il mare, tutt’intorno colli e rilievi: è il paesaggio che incornicia il golfo Follonica. I rilievi sono quelli delle Colline Metallifere, uno dei più ricchi territori minerari dell’Italia centrale sfruttato fin dal tempo degli etruschi, che ha in Massa Marittima il più importante centro storico culturale e in Follonica il suo centro industriale. Le Colline Metallifere sono oggi un Geoparco UNESCO

Dal 1902 al 1944 chi, dalle colline metallifere aveva la necessità di andare al mare o viceversa, poteva utilizzare il treno come mezzo di trasporto. La ferrovia, gestita dalla Società Anonima Ferrovia Massa Marittima-Follonica Porto (FMF) con capolinea lato monte in loc. Ghirlanda, si sviluppava per 25 km con 10 caselli e 5 stazioni, ed era essenzialmente una ferrovia mineraria adibita anche al trasporto passeggeri. Il minerale estratto dalle miniere del comprensorio veniva trasportato sui vagoni fino al porto Follonica, per essere poi imbarcato con destinazione nord Europa.

fiab grosseto scarlino pecorajpgIl nostro itinerario cicloturistico riprende, in parte, il tracciato della vecchia ferrovia dismessa, per puntare verso l’interno. Usciti dal centro abitato di Follonica utilizzando una delle tante piste ciclabili urbane (Follonica fa parte del Club Comuni Ciclabili FIAB) si percorre la SP 152 (vecchia Aurelia) fino all’incrocio con la SP 102 delimitato da una grande rotatoria, per poi piegare a sinistra su una strada sterrata (proprietà privata) che risale la cassa d’espansione del fiume Pecora. Realizzata dal Consorzio di Bonifica 5 Toscana Costa e inaugurata nel corso del 2016, la cassa di espansione ha un’estensione di oltre 35 ettari e consente di invasare circa 900.000 – 950.000 mc di acqua in caso di piena del fiume Pecora, mettendo al sicuro dal rischio idraulico sia la città di Follonica che la linea ferroviaria nazionale. Risalendo la strada consortile che affianca l’opera idraulica fin sotto il terrapieno dell’autostrada, si accede ad un viottolo che sfocia nei pressi di un villaggio turistico. Utilizzando il cavalcavia dell’autostrada si attraversa poco dopo la SP di Vado all’Arancio nei pressi di loc. Cura Nuova.

Delimitata da due fila di alte e ombreggianti cupressaceae, la strada indicata dalla traccia GPS segue parallela il vecchio tracciato della ferrovia mineraria FMF, fino ad incrociarla nei pressi della centrale elettrica di Valpiana. La piccola centrale idroelettrica, gestita direttamente da ENEL Produzione, è stata costruita nel 1921 e utilizza le acque del torrente Gora delle Ferriere, il corso d’acqua oggetto del nostro approfondimento. Proprio all’acqua sorgiva della “gora” si deve lo sviluppo delle prime ferriere del XIV secolo. Nel 1835, con il consolidamento del polo industriale di Follonica, le ferriere di Valpiana persero via via di importanza, fino alla definitiva chiusura e abbandono nel 1885. Oggi sono ancora visibili i loro resti nel centro del paese. Le antiche ferriere non sono però le sole testimonianze storiche visibili a Valpiana. La piccola frazione di Massa Marittima è un vero scrigno di archeologia industriale.

fiab grosseto molinoQui possiamo trovare ad esempio, oggi adibita ad abitazione privata, una delle 5 stazioni della ferrovia FMF e, proprio sotto la chiesa, inglobato nelle mura di contenimento della gora, l’ultimo molino ad acqua della maremma. In funzione fino agli 60 del secolo scorso, il molino Pieri prendeva l’energia dell’acqua della Gora della Ferriere per azionare i vagli e far girare le grandi macine in pietra. A seguito della deviazione delle acque verso la centrale elettrica, il molino continuò a funzionare per alcuni anni azionato da un motore a scoppio, ed è rimasto attivo fino a pochi anni fa. Grazie alla gentilezza e alla disponibilità del sig. Pieri, è adesso possibile visitare, su appuntamento, quello che resta delle antiche macine e macchine idrauliche.

Con la visita al vecchio molino ad acqua di Valpiana si conclude il nostro itinerario cicloturistico, tornare a Follonica o continuare verso Massa Marittima e l’entroterra, sarà una scelta personale. Le Colline Metallifere hanno ancora in serbo mille tesori, storici paesaggistici e naturali da offrire al turista lento, scoprirle in bicicletta aggiungerà valore e orgoglio al nostro viaggiare, ripagandoci largamente delle fatiche che dovremo affrontare.

La vecchia ferrovia FMF - un patrimonio da recuperare: la traccia GPX visibile a fondo pagina, prosegue oltre Valpiana raggiungendo Ghirlanda seguendo, in parte, il tracciato della vecchia ferrovia fino ad incrociare la SP 49 Accesa, prosegue sulla provinciale fin sotto la vecchia stazione di Schiantapetto e, superando la SR Sarzanese Valdera su viabilità ordinaria, affronta un tratto di strada vicinale in forte pendenza per riportarsi alla quota dell’antica strada ferrata nei pressi di uno dei 10 ex caselli, oggi proprietà privata. Su strada imbrecciata e a tratti a fondo naturale, non sempre percorribile per la presenza di fango, raggiunge il capolinea di Ghirlanda.
Questo itinerario, che riprende uno studio di prefattibilità della Provincia di Grosseto del 2013, è stato percorso più volte in occasione delle Giornate Nazionali delle Ferrovie Dimenticate ed è la testimonianza della reale possibilità di recupero a fini cicloturistici di ciò che rimane dell’antico sedime della FMF.

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Categoria: Gocce di Maremma

Altitudine minima
11 m
Distanza totale
24.57 km
Altitudine massima
288 m
Tempo totale
25d 12h 44m 43s
Dislivello Totale
433 m
Punti di interesse
0
Total Elevation Loss
158 m
Punti del percorso
980
Velocita' massima
11.2 m/s
Indicazioni stradali
0
Velocità media
0 m/s
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