La bici per la transizione ecologica. FIAB e le associazioni bike friendly scrivono a Draghi

"Non ci sarà transizione ecologica se la bicicletta non diventa il mezzo più usato nelle nostre città, non ci sarà benessere per i cittadini italiani se non si cambia radicalmente una mobilità urbana congestionata, antieconomica, pericolosa, inquinante e distruttiva dell'enorme potenziale di socialità e bellezza delle nostre città". Con queste parole che condivido e faccio mie - commenta Angelo Fedi presidente di FIAB Grosseto Ciclabile - la Federazione Italiana Ambiente e Bicicletta e le associazioni italiane bike friendly aderenti al Coordinamento Associazioni e Movimenti Cicloattivisti e Ambientalisti, hanno scritto una lettera al Presidente del Consiglio Mario Draghi per chiedergli un cambio di passo sui temi della mobilità attiva e ciclistica.

Dopo aver apprezzato le parole usate dal premier nel suo discorso in Parlamento, nei riguardi dei cambiamenti climatici e l'emergenza ambientale, ora occorre una nuova politica nazionale a favore della ciclabilità in cui lo Stato si assuma in pieno il compito di guidare il cambiamento, a partire dal dare piena attuazione alle leggi già in vigore, come la legge 2/2018 che prevedeva anche la definizione del Piano Generale della Mobilità Ciclistica a cura del MIT, ad oggi ancora non disponibile.

Continua a leggere il comunicato ufficiale FIAB, con le proposte presentate al Governo.

Scarica la lettera spedita al premier Mario Draghi (PDF) 

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