Indagine incidentalità ciclistica nel Comune di Grosseto 2009 – 2021

Indagine incidentalità ciclistica nel Comune di Grosseto 2009 – 2021

Diminuisce il numero di incidenti stradali con ciclisti coinvolti, ma non è il momento di abbassare la guardia 

Negli ultimi due anni (2019 – 2020) gli incidenti stradali, che hanno coinvolto conducenti di veicoli a motore e ciclisti nel comune di Grosseto, sono diminuiti. Con riferimento al 2018, anno nel quale c'era stato anche un incidente mortale, il 2019 ha registrato un calo del 14% passando da 56 a 48 incidenti totali. Una ulteriore flessione è stata registrata nel corso del 2020, un calo di circa il 19% rispetto l'anno precedente con 39 incidenti totali.

La contrazione dei sinistri è ancora più evidente se si prendono a riferimento gli ultimi sette anni, partendo da quel tragico 2013 dove si registrarono ben 66 incidenti in tre dei quali, altrettante persone persero la vita sulle strade della nostra città. 66, un numero che, ironia della sorte, ha continuato a ripetersi per i due anni successivi lasciando sulle nostre strade una scia di sangue con una vittima ogni anno. I numeri iniziano a scendere nel 2016 (58 incidenti totali, ma ancora una vittima) e nel 2017 (48 incidenti, zero vittime). Ma non c'è pace e, nel 2018 un nuovo balzo in avanti porta a 56 gli incidenti totali di cui uno letale, per arrivare appunto agli ultimi due anni dove insieme al numero totale si è azzerato anche il numero delle vittime. Ovviamente, quando si parla di vittime, si fa sempre riferimento a persone che hanno perso la vita alla guida di una bicicletta.

I dati ufficiali che la Polizia Municipale ha fornito a FIAB Grosseto, utilizzati per dare seguito al monitoraggio annuale sull'andamento dell'incidentalità con velocipedi coinvolti, evidenziano la diminuzione. È un buon segnale, ma la situazione è ancora critica, cerchiamo di capire perché. Provando ad interpretare i dati, è subito chiaro che la diminuzione del 2020 è da collegare al crollo del numero di mezzi a motore in circolazione dovuto alle restrizioni alla mobilità delle persone a causa della pandemia.

Nei mesi di lockdown però, qualcosa si mosso anche in un altro senso, sia a livello nazionale che locale è stata messa in atto una massiccia campagna di promozione per tentare di spostare sulla mobilità ciclistica una fetta di utenti che, anche a causa della diminuita capacità di trasporto dei mezzi pubblici, si sarebbe riversata sull'auto privata bloccando di fatto la mobilità in ambito urbano. Il Buono Mobilità del Ministero dell'Ambiente e progetti VIVI in BICI e Grosseto-Clean, finanziati con notevoli risorse economiche dall'amministrazione comunale di Grosseto vanno in questa direzione. Le due concause sopra citate hanno di fatto amplificato un altro aspetto positivo già evidente dal 2019, il rinnovato interesse all'attività ludica legata alla bicicletta, "riscoperta" dai grossetani con l'apertura del ponte ciclopedonale sull'Ombrone ad Alberese, un effetto certo e validato dai numeri rilevati dal conta biciclette elettronico posto alle sbarre d'ingresso del Parco della Maremma di Spergolaia.

Riassumendo, pur in assenza di dati certificati, non è fuori luogo affermare che, anche a Grosseto, l'aumento del numero di ciclisti si è tradotto in minor numero di incidenti. Non è un caso che da anni in tutto il mondo sia proprio la teoria "più ciclisti = più sicurezza" (Safety in numbers) ad indirizzare le politiche più avanzate riguardo la mobilità ciclistica e i conseguenti benefici per la comunità.

Tutto bene quindi? anche no. Con l'allentamento delle misure restrittive e la tanto attesa ripresa delle attività, il numero dei veicoli in circolazione aumenterà esponenzialmente, azzerando uno dei fattori principali che hanno portato alla diminuzione della incidentalità. Determinante sarà quindi il mantenimento degli standard di attenzione alla guida da parte di tutti gli utenti della strada e una rinnovata attenzione dell'amministrazione verso la mobilità ciclistica, per quanto riguarda infrastrutture, governance e comunicazione, al fine di mantenere e aumentare il numero delle persone che usano la bici come mezzo di trasporto.

Già il PUMS, recentemente approvato, aveva evidenziato la fragilità della rete ciclistica cittadina, ancora troppo debole e incompleta per poter essere definita funzionale e sicura, un dato di fatto sotto gli occhi di tutti i nostri concittadini e certificato pure dalla pagella di Comuni Ciclabili FIAB, che assegna una lusinghiera bandiera gialla con 3 bike-smile al Comune di Grosseto, per l'eccellenza nel settore del cicloturismo e una buona performance per le azioni di governace e moderazione del traffico, ma evidenzia la carenza strutturale delle ciclabili urbane. Con il recente aggiornamento del Codice della Strada sono stati aggiunti nuovi strumenti a disposizione delle amministrazioni, come le case avanzate per le bici in corrispondenza dei semafori e una diversa tipologia di "corsia ciclabile", nuova per l'Italia ma omologata da anni nel resto dell'Europa. Sempre più città, come Firenze e Livorno, tanto per citare realtà regionali, stanno ricorrendo a questi strumenti per altro supportati anche da fonti certe di finanziamento. L'invito alla nostra amministrazione è quindi ancora più pressante affinché, partendo dagli strumenti di pianificazione approvati, (PUMS e Biciplan) e attuando la nuova normativa, dia seguito prima possibile ad una completa revisione del sistema "rete ciclistica cittadina" al fine di renderla veramente efficiente e sicura.

A.F.

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